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Laura D'Addezio

D’Addezio Laura nata a San Marino, dove vive e lavora, coltiva la passione per la pittura sin da bambina.

Dapprima autodidatta poi allieva del maestro sammarinese Sergio Ugolini che l’aiuta a trovare la sua strada e a realizzare pienamente il suo sogno. Si è cimentata in varie tecniche ma quella che sente più sua è sicuramente l’olio che, attraverso un uso sapiente della spatola,  crea delle suggestive tessiture puntiniste.

Grazie a questa esperienza ha iniziato il suo percorso di artista partecipando a varie mostre collettive e , nel febbraio 2007, la prima personale.

Protagonisti del Suo percorso pittorico sono i paesaggi e le nature morte, accomunati dal medesimo slancio verticale, come proiettati verso l’infinito.

Osservando i Suoi paesaggi si ha la percezione di entrare in una dimensione dominata da una natura arcana, silente eppure resa vibrante dalla materia pittorica, dall’alternarsi della luce e dell’ombra. La forma nasce proprio dalla coordinazione armoniosa di tali elementi, dove nulla è offerto al caso.

Per quello che riguarda le nature morte gli oggetti diventano presenze viventi, un riflesso dell’anima dell’artista.

Negli anni ha partecipato a mostre collettive a San Marino e all’estero. Ha partecipato a 2 edizioni di Arte fiera Padova ed esposto in gallerie a Napoli, Roma, Udine, Venezia e Biennale Milano International Art Meeting, all’estero Londra, Carrousel du Louvre Parigi, Bruxelles, Barcellona.

 

Il bosco, soggetto molto amato dall'artista e quindi protagonista della mostra, e' un luogo estremamente comune, che noi tutti conosciamo e dove ognuno di noi almeno una volta si e' addentrato provando delle sensazioni diverse. Tela dopo tela, osservando la resa dei raggi di luce che penetrano tra i rami o le ombre proiettate dal fogliame sul terreno, scopriamo di provare le stesse percezioni di quiete, di silenzio, ma anche di inquietudine e di mistero, che questo luogo naturalmente ci suscita.

Oltre al realismo del paesaggio e alla cura dei dettagli, che rimandano ai prediletti impressionisti francesi e soprattutto a Monet, l'artista dona alle sue tele un valore aggiunto, attraverso l'uso del colore e dell'inquadratura. Ripresi di scorcio, con tonalita' fredde che vanno dal blu al viola o al rosa acceso, i boschi di Laura diventano irreali e spesso, gli spogli tronchi in primo piano sembrano scandire un percorso all'interno del quadro stesso.

Il bosco dunque, perdendo i suoi connotati certi, come la piu' antica tradizione ci insegna, diviene un luogo simbolico, teatro di riti d'iniziazione e sabba di streghe, spazio popolato da creature immaginarie, o un luogo dell'anima, come in questo caso. Come afferma la pittrice: ''la maggior parte dei dipinti non sono ripresi dal vero, nascono dalla mente, a volte portati a termine molto lentamente, altre, al contrario, in modo molto rapido''; a rendere speciali questi quadri, infatti, oltre all'esecuzione artistica, e' la personalita' di Laura che emerge attraverso le sue scelte stilistiche ed il suo modo di operare. Ogni tela viene trattata precedentemente, affinche' risulti ruvida, ogni quadro e' realizzato esclusivamente con la spatola, anziche' con il pennello; procedendo in questa maniera il dipingere diventa quasi un gesto rituale, durante il quale l'artista riporta il proprio stato d'animo, e la sua percezione sulla tela, coinvolgendo corpo e spirito contemporaneamente. L'arte e' il regno dell' interpretazione, Laura con queste tele ce ne da' un bell' esempio, facendo del bosco il suo rifugio creativo.

Nota Critica di Martina Stella    

 

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