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Sergio Bizarri

Sergio Bizzarri nasce a Spoleto, in Umbria (Italia), nel 1931 e la sua storia di pittore inizia a 14 anni.
Fin dall’inizio la peculiarità e la natura del suo carattere pittorico rende difficile una sua collocazione all’interno di un gruppo o di un movimento definiti. Può, tuttavia, essere a buon diritto considerato un espressionista puro per quella sua particolare sensibilità a rappresentare in modo diretto, immediato e spontaneo il suo mondo emozionale interiore, rifuggendo il ricorso a qualsiasi artificio e tecnica di mascheramento.
Negli anni Cinquanta partecipa a varie esposizioni italiane. In questa fase la sua opera si caratterizza soprattutto per il “monocromatismo” e le figure umane e animali sono rappresentate sempre in nero.
Negli anni Sessanta varca le porte del contesto internazionale. Le sue opere vengono esposte a Parigi presso molte gallerie italiane.
Nel 1958 nasce a Spoleto il “Festival dei Due Mondi” del Maestro Giancarlo Menotti. Bizzarri ne intuisce l’importanza e con i suoi amici pittori umbri e romani crea nella zona dell’Antica Spoleto le “Gallerie D’Arte nelle Cantine e nei Fondi delle case popolari”. Parallelamente aumentano le sue partecipazioni a Mostre e Fiere d’Arte sempre più prestigiose in Italia, arrivando anche in Australia, Canada, Stati Uniti, Giappone, ecc.
Nel 1972 Bizzarri trasferisce il suo studio in un vecchio Castello di un piccolo paese dello spoletino, Montebibico. Alla fine dell’estate di quell’anno crea nel Castello stesso, circondato da lussureggianti boschi di castagno e a contatto diretto delle sue creazioni artistiche, per i suoi amici ed estimatori, gli “Incontri d’Autunno” che si rivelano apprezzatissimi spingendo molti di loro a trascorrere almeno un giorno in questo borgo di montagna, tra arte, natura e cibo genuino.
Nel 1977 per i suoi tanti e diversi meriti, Bizzarri viene nominato Cavaliere della Repubblica Italiana.
Nel 1984 Bizzarri sente sempre più forte e vivo il desiderio di ritornare a dipingere nella sua Spoleto. Il fascino dei vicoli, le stradine, le atmosfere, i ricordi dei tanti amici pittori con i quali aveva condiviso l’avventura dei primi anni del Festival dei Due Mondi, il vecchio studio di Via del Duomo, ecc. lo portano a questa definitiva decisione. Al suo ritorno, però, molti dei vecchi colleghi non sono più in vita. Decide, allora, di omaggiare quei personaggi, spoletini e non, organizzatori del Festival, mecenati, attori, registi, musicisti, scrittori, operatori, ecc., istituendo il “Premio Simpatia Bizzarri”. Il premio è assegnato ininterrottamente fino al 2011 e, nonostante si trattasse di un piccolo evento rispetto al Festival, risulta da subito molto apprezzato ed ambito. La premiazione consiste nella consegna di opere di pittura su pietra di Bizzarri seguita da momenti conviviali, performance musicali, ecc.
Nel 1992 la Regione Marche ed il Comune di Ancona organizzano nel palazzo degli Anziani di Ancona la Prima Mostra Antologica del Maestro Bizzarri, con la presentazione del critico d’arte Dario Micacchi dal titolo “40 anni di pittura dall’informale al figurativo”.
La stessa mostra antologica, ampliata ed arricchita degli ultimi lavori, viene ripresentata nel 2008 dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia, all’interno della prestigiosa Rocca Paolina a Perugia.
Nel 2011 il Sindaco di Norcia Gian Paolo Stefanelli mette a disposizione, in modo permanente, dell’ormai ottantenne Maestro Bizzarri, 4 sale per esporre 39 opere di diversi periodi che l’artista dona alla Città di Norcia.
L’iter artistico del Maestro Bizzarri a questo punto sembra concluso.
Nell’estate del 2014, invece, mentre passeggia con in braccio la piccola Gaia che lo aveva reso bisnonno qualche giorno prima, in riva al mare, intravvede sul bagnasciuga alcuni piccoli e curiosi sassi e ne raccoglie alcuni.
Qualche giorno dopo, nel suo studio riprende quei sassi sputati dal mar Tirreno. Li pulisce e li osserva. E’ la fine. O meglio, è l’inizio di una nuova fase artistica.
Quei sassi dalle forme strane e dai materiali così diversi rimandano a immagini misteriose che, con i loro sussurri, attraggono inspiegabilmente il Maestro al punto di volerli sposare alla sua arte, ai suoi colori, ai suoi sentimenti, al suo pensiero, al suo essere.
Da allora il suo atelier è pieno dei piccoli sassi che, dopo ogni mareggiata offrono all’artista nuove immagini, nuovi racconti , nuovi fantastici sogni.
Questo è Bizzarri, pittore autodidatta di quasi ottantacinque anni.

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